Madre Caiani

Marianna Caiani nacque il 2 novembre del 1863, a Poggio a Caiano, e fu battezzata il giorno successivo nella chiesa parrocchiale di Bonistallo. Terza di cinque figli, ricevette dai genitori Jacopo, fabbro della villa reale de’ Medici, e Luisa, donna religiosissima, molto laboriosa e di sentimenti delicati, una solida formazione cristiana. La famiglia fu per lei la prima scuola di vita e di umanità.

Intelligente, vivace, cordiale, generosa, abile nel lavoro, dal temperamento deciso e intraprendente, unito ad un profondo senso di pietà ed una bontà non comune, Marianna incontrò presto il volto della sofferenza, prima con la morte del fratellino Gustavo poi, poco più che ventenne, con quella inaspettata del padre.


Questi eventi la interpellarono profondamente e, volendo dare il suo contributo per le nuove necessità della famiglia, decise di aiutare il fratello minore Osea nella rivendita di sali e tabacchi, divenendo così “venditrice di sigari”.

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L’aspettava però la prova più decisiva: nel 1890 infatti morì anche la madre e lei si ritrovò sola, di fronte a se stessa, alla sua vita, a Dio.
Una solitudine che divenne però preziosa per la sua vita, perché proprio in questo “deserto”, Marianna scoprì i primi segni della sua vocazione.

Con il profondo desiderio di consacrarsi interamente a Dio, scelse di rimanere nel suo paese, fra la sua gente, facendosi carico dei tanti bisogni e mettendosi a servizio in punta di piedi: nel 1894, insieme a Maria Fiaschi, la sua prima compagna, aprì una piccola scuola per accogliere i bambini e nel 1896, con altre due giovani amiche, iniziarono la vita in comune in poche stanze prese in affitto, continuando sempre la loro attività.

Fu un tempo di grazia perché in questo periodo nacque l’intuizione decisiva per la sua vita, che approfondirà gradualmente, ossia che il Signore la chiamava a prendersi cura di tutto l’uomo, come diceva lei: “dalla culla alla tomba”. Le maestre infatti erano le prime ad uscire per andare a visitare i malati, dare sollievo e cure ai moribondi fino ad aiutare i barrocciai a salire il “colmo” del Poggio per non farli bestemmiare.

Gli anni dal 1894 al 1902 furono segnati da dubbi, domande, lotte, scoraggiamenti per poter comprendere quale fosse il progetto di Dio su di lei, ma anche da alcuni incontri particolarmente significativi: quello con Padre Raffaello Salvi, frate minore cappuccino, che sarà guida fondamentale nel cammino di discernimento di Marianna e delle sue compagne, e quello con le beate Maria Teresa della Croce ed Elena Guerra, sue care amiche. Uniche certezze in questo periodo: lo Spirito Santo da cui attingere forza e il Sacro Cuore di Gesù in cui riporre tutta la fiducia.

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Furono anni di attesa, animata dalla preghiera, tempo prezioso per crescere nella fede, per guardare, con sguardo nuovo, i tanti piccoli segni che il Signore aveva disseminato sulla sua strada, per fronteggiare le paure e le insicurezze e per rafforzare l’abbandono fiducioso in Dio.

Superata ogni resistenza, il 15 dicembre 1902, Marianna e le sue cinque compagne vestirono finalmente l’abito religioso e lei prese il nome di Suor Maria Margherita del Sacro Cuore. Il 17 ottobre 1905 emisero la prima professione e la nuova famiglia prese il nome di “Istituto Minime del Sacro Cuore di Gesù” terziarie francescane.

Ben presto l’opera di Suor Margherita raccolse simpatia e sempre più le Minime venivano chiamate anche in altri paesi; la comunità delle suore si allargava e nel 1910 fu aperta la prima casa filiale a Lastra a Signa (FI) dove presero in carico l’asilo del paese. Negli anni seguenti furono chiamate anche in Lombardia. La Madre si muoveva sempre con trepidazione: partiva incerta e tornava gioiosa perché l’opera di Dio, attraverso le sue figlie, diveniva incisiva ed efficace.

Con affetto materno sosteneva e incoraggiava le sue suore sia con la preghiera sia attraverso le varie lettere da lei scritte frequentemente, che rimangono, ancora oggi, testi ispirazionali, testimonianza di fede schietta, vivificata da amore incondizionato al Cuore di Cristo.

L’8 agosto 1921 Madre M. Margherita muore a Firenze - Montughi all’età di 58 anni. Lascia 13 case filiali e 124 religiose. Il 1 luglio del 1952 inizia il processo per la causa di beatificazione. Il 23 aprile 1989, il Santo Padre Giovanni Paolo II, la beatifica in San Pietro a Roma.

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