NASCE

Marianna Caiani venne alla luce il 2 novembre del 1863 a Poggio a Caiano e fu battezzata il giorno seguente. Il padre Jacopo, fu fabbro della villa reale de’ Medici. La mamma, Luisa Fortini, una donna religiosissima, molto laboriosa e di sentimenti delicati.
<strong>NASCE</strong>

Il padre Jacopo

fu fabbro della villa reale de’ Medici. La mamma, Luisa Fortini, una donna religiosissima, molto laboriosa e di sentimenti delicati.
<strong>Il padre Jacopo</strong>

GERMOGLIA

Nel fiore degli anni, il suo animo, già provato dalla morte del fratellino Gustavo, subì un nuovo colpo nel 1884 con la morte inaspettata del babbo. La famiglia cambiò volto e Marianna si ritrovò ad aiutare il fratello minore Osea nella rivendita di Sali e tabacchi, così ella divenuta venditrice di sigari, dette il suo contributo alla famiglia. Ma la prova più decisiva fu nel 1890 con la scomparsa anche della mamma: ora ella era rimasta sola; sola di fronte a se stessa, alla sua vita, a Dio. Sarà in questa solitudine, quasi un “deserto”, che ella troverà la sua vocazione.
<strong>GERMOGLIA</strong>

Nel 1891

l’inizio di una amicizia importante con Maria Fiaschi, anch’ella poggese, conosciuta durante l’assistenza ad una zia malata; insieme si accordarono subito su una nota fondamentale: consacrarsi interamente a Dio.
Mentre le nebbie si diradavano sempre di più dentro di lei continuerà a rimanere nel suo paese fra la sua gente, facendosi carico dei suoi bisogni, mettendosi al servizio in punta di piedi. In questo cammino Marianna si circonderà di altre amicizie vere che l’avrebbero aiutata a capire la volontà di Dio su di lei. Fu amica infatti anche di due fondatrici: la beata Maria Teresa della Croce e la beata Elena Guerra.
<strong>Nel 1891</strong>

CRESCE

Mossa da questi esempi, Marianna entrò nel monastero delle Benedettine di Pistoia, ma scoprì che non era fatta per la clausura, sarà Dio a ricondurla tra i suoi, per una testimonianza diversa, in cui realizzerà negli anni una luminosa “contemplazione nell’azione”.
Tornò a Poggio a Caiano e insieme a Maria Fiaschi aprì una piccola scuola per i bambini del paese. Ella non aveva un programma da realizzare; solo darsi a Dio e agli altri: la scuola era la prova di questa scelta, senza meta o ambizione.
<strong>CRESCE</strong>

Nel 1896

la Caiani e altre due compagne iniziarono la vita in comune in poche stanze prese in affitto. Continuavano intanto a fare scuola, ma nacque qui, una pedagogia che Marianna svilupperà ed amplierà in seguito: ella comprenderà che tutto l’uomo “dalla culla alla tomba” le era affidato. Le maestre infatti erano le prime ad uscire per andare a visitare i malati, dare sollievo e cure ai moribondi fino ad aiutare i barrocciai a salire il “colmo” del Poggio.
<strong>Nel 1896</strong>

Il 15 dicembre 1902

le ragazze che seguirono Marianna erano già cinque e, insieme, vestirono l’abito religioso; Marianna prese il nome Suor Maria Margherita del Sacro Cuore. Il 17 ottobre 1905 emette la prima professione con altre cinque suore e denomina la sua nuova famiglia “Istituto Minime del Sacro Cuore di Gesù” terziarie francescane.
<strong>Il 15 dicembre 1902</strong>

FRUTTIFICA

Ben presto l’opera di Suor Margherita raccoglieva simpatia e sempre più le minime venivano chiamate anche in altri paesi; la comunità delle suore si allargava e nel 1910 fu aperta la prima casa filiale a Lastra a Signa dove assunsero l’asilo del paese. Negli anni seguenti nuove case furono aperte; la Madre si muoveva sempre con trepidazione, partiva incerta, tornava gioiosa perché l’opera di Dio, attraverso le sue figlie, diveniva incisiva ed efficace.
<strong>FRUTTIFICA</strong>

Con sollecitudine materna

sosteneva e incoraggiava le sue suore sia con la preghiera sia attraverso le varie lettere dal lei scritte frequentemente, che rimangono ancora oggi testi ispirazionali, testimonianza di fede schietta, vivificata da amore incondizionato al Cuore di Cristo.
<strong>Con sollecitudine materna</strong>

Dal 1915 al 1918

furono gli anni terribili del primo conflitto mondiale: il momento drammatico spingeva ad accorrere là dove scattava il bisogno; di fronte all’urgenza del conflitto Madre Caiani si era messa in piena disponibilità anteponendo le necessità dei feriti a quelle dell’istituto. Le suore minime, comprese anche alle postulanti, prestarono servizio in diversi ospedali toscani.
<strong>Dal  1915 al 1918</strong>

L’8 agosto del 1921

Madre Margherita muore a Firenze - Montughi all’età di 58 anni. Lascia 13 case filiali e 124 religiose. Il 1 luglio del 1952 inizia il processo per la causa di beatificazione. Il 23 aprile 1989, il Santo Padre, Giovanni Paolo II, la beatifica in San Pietro a Roma.
<strong>L’8 agosto del 1921</strong>

Le spoglie mortali

della Beata M. Margherita sono custodite nella Cappella di fondazione dell’Istituto a Poggio a Caiano.
<strong>Le spoglie mortali</strong>

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