Papa Francesco al Sinodo: ascoltiamo i giovani, senza pregiudizi

sinodo dei giovaniÈ iniziato il Sinodo dei vescovi sul tema: "I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Nell’omelia della celebrazione eucaristica di apertura del Sinodo, Francesco ha esortato a "rovesciare le situazioni di precarietà, di esclusione e di violenza, alle quali sono esposti i nostri ragazzi. I giovani ci chiamano a farci carico insieme a loro del presente con maggior impegno e a lottare contro ciò che in ogni modo impedisce alla loro vita di svilupparsi con dignità. "Esigono una dedizione creativa, una dinamica intelligente, entusiasta e piena di speranza" e soprattutto ci chiedono, di "non lasciarli soli nelle mani di tanti mercanti di morte che opprimono la loro vita e oscurano la loro visione”.

Papa Francesco chiede ai Padri sinodali, di mettersi “in ascolto gli uni degli altri per discernere insieme

quello che il Signore sta chiedendo alla sua Chiesa”. 

E’ necessario, chiarisce il Pontefice, “Ascoltare Dio, per ascoltare con Lui il grido della gente; ascoltare la gente, per respirare con essa la volontà a cui Dio ci chiama ”

Ma occorre, evitare la “tentazione di cadere in posizioni eticistiche o elitarie, come pure dall’attrazione per ideologie astratte che non corrispondono mai alla realtà della nostra gente.

Infine il Papa ricorda e cita il messaggio dei Padri conciliari ai giovani degli anni Sessanta, l’ultimo del Concilio Vaticano II, e condiviso dal beato Paolo VI. “La Chiesa – scrivevano l’8 dicembre 1965 - è desiderosa che la società che voi vi accingete a costruire rispetti la dignità, la libertà, il diritto delle persone: e queste persone siete voi”. E proseguivano: “Lottate contro ogni egoismo. Rifiutate di dare libero corso agli istinti della violenza e dell’odio, che generano le guerre e il loro triste corteo di miserie. Siate generosi, puri, rispettosi, sinceri. E costruite nell’entusiasmo un mondo migliore di quello attuale!”.

Il Papa, ha poi concluso rivolgendosi ai vescovi che lo accompagneranno nel cammino del Sinodo fino al 28 ottobre:“ Padri sinodali, la Chiesa vi guarda con fiducia e amore ”

Nel pomeriggio poi il Santo padre ha aperto i lavori del Sinodo e ha ringraziato i giovani "per aver voluto scommettere che vale la pena di sentirsi parte della Chiesa o di entrare in dialogo con essa; vale la pena di avere la Chiesa come madre, come maestra, come casa, come famiglia, capace, nonostante le debolezze umane e le difficoltà, di brillare e trasmettere l'intramontabile messaggio di Cristo; vale la pena di aggrapparsi alla barca della Chiesa che, pur attraverso le tempeste impietose del mondo, continua ad offrire a tutti rifugio e ospitalità; vale la pena di metterci in ascolto gli uni degli altri; vale la pena di nuotare controcorrente e di legarsi ai valori alti: la famiglia, la fedeltà, l'amore, la fede, il sacrificio, il servizio, la vita eterna”.

Poi ha invitato "tutti a parlare con coraggio e parresia, cioè integrando libertà, verità e carità. Solo il dialogo può farci crescere. Una critica onesta e trasparente è costruttiva e aiuta, mentre non lo fanno le chiacchiere inutili, le dicerie, le illazioni oppure i pregiudizi".

Di qui l'esortazione a mettersi in ascolto di ciò che suggerisce lo Spirito. "Il Sinodo - ha detto Bergoglio - è un esercizio ecclesiale di discernimento. Franchezza nel parlare e apertura nell'ascoltare sono fondamentali affinché il Sinodo sia un processo di discernimento. Il discernimento non è uno slogan pubblicitario, non è una tecnica organizzativa, e neppure una moda di questo

pontificato, ma un atteggiamento interiore che si radica in un atto di fede. Il discernimento è il metodo e al tempo stesso l'obiettivo che ci proponiamo: esso si fonda sulla convinzione che Dio è all'opera nella storia del mondo, negli eventi della vita, nelle persone che incontro e che mi parlano. Per questo siamo chiamati a metterci in ascolto di ciò che lo Spirito ci suggerisce, con modalità e in direzioni spesso imprevedibili”.

"Che il Sinodo risvegli i nostri cuori!": è l'auspicio espresso da papa Francesco. "Il presente, anche quello della Chiesa - ha detto -, appare carico di fatiche, di problemi, di pesi. Ma la fede ci dice che esso è anche il kairos in cui il Signore ci viene incontro per amarci e chiamarci alla pienezza della vita. Il futuro non è una minaccia da temere, ma è il tempo che il Signore ci promette perché

possiamo fare esperienza della comunione con Lui, con i fratelli e con tutta la creazione. Abbiamo bisogno di ritrovare le ragioni della nostra speranza e soprattutto di trasmetterle ai giovani, che di speranza sono assetati".

Il Papa ha infine invitato i Padri sinodali a non limitarsi a "far uscire da questo Sinodo non solo un documento, che generalmente viene letto da pochi e criticato da molti, ma soprattutto propositi pastorali concreti, in grado di realizzare il compito del Sinodo stesso, ossia quello di far germogliare sogni, suscitare profezie e visioni, far fiorire speranze, stimolare fiducia, fasciare ferite, intrecciare relazioni, risuscitare un'alba di speranza, imparare l'uno dall'altro, e creare un immaginario positivo che illumini le menti, riscaldi i cuori, ridoni forza alle mani, e ispiri ai giovani, a tutti i giovani, nessuno escluso, la visione di un futuro ricolmo della gioia del Vangelo".

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